ADOTTARE IL FUTURO Come riprendersi cura della vita

Lo scenario attuale ci restituisce un mondo attraversato da guerre planetarie, da crisi senza precedenti a tutti i livelli: economico, politico, sociale, spirituale Mentre si annunciano fantastiche innovazioni tecnologiche che promettono nuova vita e più vita,(vedi AI) nello stesso tempo emergono vissuti e comportamenti, effetti nocivi che danneggiano il benessere emotivo, psicologico, fisico, mentale ed esistenziale . La tecnica muove il mondo ad una velocità tale che sorpassa la capacità umana di comprensione, elaborazione, decisione. IL futuro è anticipato dalla tecnica: il tempo si comprime e costringe a vivere nel “qui ed ora”. L’esito di tutto ciò è il rischio di passivo adattamento di fronte a scelte già definite, con conseguente perdita di capacità cognitive, di attenzione, di memoria, di profondità di pensiero, di decisione, Emergono nuovi e urgenti problemi da affrontare. Non ultimo il fatto che un numero sempre più consistente di persone segnali addirittura la perdita di fiducia nella vita, la perdita del sentimento che la vita valga la pena di essere vissuta.

Stante questo scenario, la domanda che si pone con urgenza diventa: “come contrastare questa tendenza?” E ancora: “Come prendersi cura della vita e di questo mondo?” Esistono ancora spazi non assoggettati dalla tecnica, spazi che permettano di passare dal mero “adattamento” all’ “adozione” del tempo, il che significa “fare proprio” il tempo, non subirlo passivamente, non rincorrerlo, ma, assumendo responsabilità, progettarlo recuperando il senso dell’esistenza? Crisi significa “decisione”. È opportuno innanzitutto prendere le distanze da due atteggiamenti culturali diffusi: Il pessimismo catastrofista di coloro che trovano sempre motivi per profetizzare una fine imminente e l’ottimismo di coloro che, fiduciosi sempre nelle” magnifiche sorti progressive”, pensano che tutto passerà e finirà per il meglio. IL risultato, e la premessa, di entrambi gli atteggiamenti è la rinuncia all’indagine razionale e l’assunzione di una posizione di attesa che si coniuga con la rassegnazione per un presente poco soddisfacente.

“Più vita” è possibile con più e nuovo pensiero.

Occorre prendersi cura della vita e del mondo rafforzando quel pensiero, quello spirito, quella “potenza di trasformazione”, capace di superare la logica centrata sulla opposizione, polarizzazione, biforcazione degli opposti, potenziando quell’attitudine umana di “andare oltre” l’esistente, il presente, di aprire orizzonti di futuro. La vita è fatta di paradossi. La vita è bizzarra. Gli opposti, non si escludono né si sovrappongono, convivono in una dinamica che riconosciuta e valorizzata può diventare generativa di nuova vita.  Leggermente nella prossima edizione del festival intende offrire, con il contributo di esperti, occasioni di riflessione per i giovani e meno giovani, puntando  lo sguardo attento e critico su alcune produzioni dell’intelligenza umana.

Il DIGITALE, con un approccio ”farmacologico”  che non può prescindere dalle sue ambivalenze  e che aiuti quindi a capire quali nuove opportunità si schiudono e quali problemi sorgono,  con l’obiettivo di valorizzarne le dimensioni generative e “curative”  e nello stesso tempo di contenerne  gli effetti di tossicità.

L’ARTE, LA MUSICA; LA POESIA, IL LINGUAGGIO DELL’INCONSCIO quali produzioni umane frutto della facoltà immaginativa e simbolica, frutto del gioco creativo delle ambivalenze, di un pensiero proiettato sulla linea di un tempo che va oltre il finito e ci restituisce il sentimento della bellezza, il sentimento che la vita vale la pena di essere vissuta.